Chi sono

La mia storia

Sono disperata, emarginata, spaventatissima e cerco aiuto.
Tutto quello che segue sembra assurdo, “un film”, ma dichiaro che è tutto reale e documentabile.

Chiedo scusa se non rivelo i miei dati personali, ma ho veramente tanta paura di capitare nelle mani sbagliate per l’ennesima volta e, per la tranquillità di mio figlio, è un rischio che non voglio correre.

Ho 41 anni e vivo a Parma con mio figlio di 10 anni e i miei genitori.
Ho allontanato, con procedimento legale, il padre di mio figlio da Settembre 2010 per abuso di sostanze antipsicotiche, antidepressive e alcool che lo portavano ad essere violento e tremendamente pericoloso nei confronti di tutti.

Subito dopo averlo allontanato ho iniziato il procedimento al Tribunale di Minori di Bologna per ottenere la patria potestà esclusiva di mio figlio. In 1 anno ci sono state 4 udienze, ma ad oggi non so nulla perché non ho più un legale che mi segue.

La stessa persona a cui ho salvato la vita da un tentato suicidio a Dicembre 2009. La stessa persona a cui, nonostante le numerose denunce e querele che ho presentato per violenza, stalking, ecc. non è mai successo nulla. La stessa persona che, oltre a mio figlio, non mantiene altre 2 figlie e lavora in nero con un mio ex dipendente che
mi ha sottratto l’attività.

Risulto ancora titolare d'azienda, ma di fatto sono disoccupata e senza nemmeno un soldo. Non posso percepire la disoccupazione e nemmeno essere inserita nelle liste di mobilità.

I miei genitori con le loro pensioni, che sommate non arrivano a 1500 euro al mese, pagano l'affitto di casa e mantengono me e mio figlio di 10 anni.

Sono stata titolare dell'azienda S.C. SRL, azienda famigliare da 30 anni che è ancora aperta, ma di fatto l'ultimo mese operativo è stato Novembre 2011. Dall'inizio del 2011, oltre la crisi economica, sono successi dei fatti gravi (in cui ha concorso anche il padre di mio figlio) che hanno portato la situazione economica già precaria dell'azienda
al crollo definitivo.

Da Dicembre 2011 i consulenti legali e fiscali, non percependo il loro onorario, hanno deciso di non seguirmi più.
Ho delle querele e dei procedimenti in atto contro i responsabili del declino della mia azienda che andranno a chiudersi a mio sfavore dato che non ho più un legale che mi segue.

Dovrei dichiarare fallimento, ma non sò nemmeno da dove cominciare dato che, non avendo soldi, non posso accedere alle consulenze.
L’ultima volta che ho sentito il legale mi è stato detto che non ho nessuna possibilità: non posso dichiarare fallimento, non posso chiudere le mie posizioni personali di artigiana e quindi non posso né accedere al collocamento, né cercare lavoro perchè la mia situazione di “ragazza madre senza reddito” potrebbe portarmi via mio figlio.
A loro parere il chiedere aiuto alla società sarebbe tremendamente controproducente. L’unica cosa che mi è stata consigliata è quella di scappare altrove, scappare al sud dove, sempre a loro dire, non funziona niente…….

Quando mi è stato detto tutto questo la mia già grande disperazione ha toccato il fondo e da lì l’unica spinta che l’istinto di sopravvivenza mi dettato è di essere solo madre e di tagliarmi fuori dal mondo.

Esisto solo per mio figlio e sono pronta a proteggerlo con ogni mezzo.

Sebbene la mia sia una situazione molto precaria, toglierlo da me, dai suoi nonni, dalla sua scuola e dalla sua vita sarebbe devastante per lui. Ha già passato e subìto dal padre tante, troppe brutte esperienze.

Con l’aiuto dei miei genitori cerco di dargli una vita serena e tranquilla che ogni bambino di 10 anni dovrebbe vivere.
Ho costruito un rapporto bellissimo insieme alla madre e alle sorelle di mio figlio e quando siamo tutti insieme siamo davvero felici.

Anche se mi ritrovo emarginata da tutto e da tutti, vittima di persone senza scrupoli e onestà e vittima di una società che le agevola, io non scappo perché ho la coscienza pulita, ho lavorato in onestà e so di aver sempre fatto del bene a tutti, anche se, purtroppo, questo mio ingenuo altruismo ed eccessiva fiducia nel prossimo mi hanno portata all’esistenza che vivo oggi; non scappo perché mio figlio ha diritto di vivere quel poco di serenità che gli ho costruito intorno.

Ma giornalmente devo lottare con la paura di perdere mio figlio perché, sebbene ci sia dell’assurdo in quello che mi hanno detto, l’istinto materno si spaventa tantissimo, credetemi...

Come posso fare?
Grazie dell'attenzione e cordiali saluti.

Sono disperata, emarginata, spaventatissima e cerco aiuto. 
Tutto quello che segue sembra assurdo, “un film”, ma dichiaro che è tutto reale e documentabile.

Chiedo scusa se non rivelo i miei dati personali, ma ho veramente tanta paura di capitare nelle mani sbagliate per l’ennesima volta e, per la tranquillità di mio figlio, è un rischio che non voglio correre.

Ho 41 anni e vivo a Parma con mio figlio di 10 anni e i miei genitori.
Ho allontanato, con procedimento legale, il padre di mio figlio da Settembre 2010 per abuso di sostanze antipsicotiche, antidepressive e alcool che lo portavano ad essere violento e tremendamente pericoloso nei confronti di tutti. 

Subito dopo averlo allontanato ho iniziato il procedimento al Tribunale di Minori di Bologna per ottenere la patria potestà esclusiva di mio figlio. In 1 anno ci sono state 4 udienze, ma ad oggi non so nulla perché non ho più un legale che mi segue.

La stessa persona a cui ho salvato la vita da un tentato suicidio a Dicembre 2009. La stessa persona a cui, nonostante le numerose denunce e querele che ho presentato per violenza, stalking, ecc. non è mai successo nulla. 
La stessa persona che, oltre a mio figlio, non mantiene altre 2 figlie e lavora in nero con un mio ex dipendente che mi ha sottratto l’attività.

Risulto ancora titolare d'azienda, ma di fatto sono disoccupata e senza nemmeno un soldo. Non posso percepire la disoccupazione e nemmeno essere inserita nelle liste di mobilità. I miei genitori con le loro pensioni, che sommate non arrivano a 1500 euro al mese, pagano l'affitto di casa e mantengono me e mio figlio di 10 anni.

Sono stata titolare dell'azienda S.C. SRL, azienda famigliare da 30 anni che è ancora aperta, ma di fatto l'ultimo mese operativo è stato Novembre 2011. Dall'inizio del 2011, oltre la crisi economica, sono successi dei fatti gravi (in cui ha concorso anche il padre di mio figlio) che hanno portato la situazione economica già precaria dell'azienda al crollo definitivo.
Da Dicembre 2011 i consulenti legali e fiscali, non percependo il loro onorario, hanno deciso di non seguirmi più. Ho delle querele e dei procedimenti in atto contro i responsabili del declino della mia azienda che andranno a chiudersi a mio sfavore dato che non ho più un legale che mi segue.

Dovrei dichiarare fallimento, ma non sò nemmeno da dove cominciare dato che, non avendo soldi, non posso accedere alle consulenze.
L’ultima volta che ho sentito il legale mi è stato detto che non ho nessuna possibilità: non posso dichiarare fallimento, non posso chiudere le mie posizioni personali di artigiana e quindi non posso né accedere al collocamento, né cercare lavoro perchè la mia situazione di “ragazza madre senza reddito” potrebbe portarmi via mio figlio. A loro parere il chiedere aiuto alla società sarebbe tremendamente controproducente. L’unica cosa che mi è stata consigliata è quella di scappare altrove, scappare al sud dove, sempre a loro dire, non funziona niente…….

Quando mi è stato detto tutto questo la mia già grande disperazione ha toccato il fondo e da lì l’unica spinta che l’istinto di sopravvivenza mi dettato è di essere solo madre e di tagliarmi fuori dal mondo. 

Esisto solo per mio figlio e sono pronta a proteggerlo con ogni mezzo.

Sebbene la mia sia una situazione molto precaria, toglierlo da me, dai suoi nonni, dalla sua scuola e dalla sua vita sarebbe devastante per lui. Ha già passato e subìto dal padre tante, troppe brutte esperienze.

Con l’aiuto dei miei genitori cerco di dargli una vita serena e tranquilla che ogni bambino di 10 anni dovrebbe vivere. Ho costruito un rapporto bellissimo insieme alla madre e alle sorelle di mio figlio e quando siamo tutti insieme siamo davvero felici. 

Anche se mi ritrovo emarginata da tutto e da tutti, vittima di persone senza scrupoli e onestà e vittima di una società che le agevola, io non scappo perché ho la coscienza pulita, ho lavorato in onestà e so di aver sempre fatto del bene a tutti, anche se, purtroppo, questo mio ingenuo altruismo ed eccessiva fiducia nel prossimo mi hanno portata all’esistenza che vivo oggi; non scappo perché mio figlio ha diritto di vivere quel poco di serenità che gli ho costruito intorno.

Ma giornalmente devo lottare con la paura di perdere mio figlio perché, sebbene ci sia dell’assurdo in quello che mi hanno detto, l’istinto materno si spaventa tantissimo, credetemi...